ETICHETTE "Teodora Impératrice" e "Teodora Mariée"

21 maggio 2012

E' con enorme piacere che presentiamo un'ulteriore creazione Luxoro destinata a valorizzare, per squisitezza di soggetto, gioco cromatico e nitore di rilievi e contorni, vini italiani di grande ed antica nobiltà.

Ideata come la compagna in collaborazione con l’agenzia francese Claire D, e con essa presentata all'edizione Vinitaly di Verona, l’etichetta “Teodora Impératrice “ introduce con l’eleganza serena degli azzurri e lo sbalzo sontuoso del rosone centrale in oro e perla il Prosecco Superiore Cartizze Bisol. 

L’etichetta “La Mariée”, la sposa, emerge dalla festa dell’oro con la fresca felicità dei bianchi, degli argenti e del perlato su bottiglie di Garnéi Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

Si celebra dunque con esse la riuscita collaborazione con un’azienda vitivinicola che da generazioni produce con passione vini di altissima selezione in terra di Valdobbiadene. Con le stesse passione, competenza ed arte che percorrono la storia di Luxoro.

Entrambe le etichette sono realizzate con stampa a caldo a tre livelli di rilievo in contemporanea con clichés Hinderer&Muehlich; e le foglie Kurz Luxor Gts Premium 427, Alufin Gts Premium Matt e Colorit 990015. 

“Teodora Mariée” e “Teodora Impératrice” si ispirano al mosaico da alcuni storici interpretato come raffigurazione del corteo nuziale condotto in occasione degli sponsali fra Giustiniano e Teodora del 523, successivamente con lui incoronata imperatrice il giorno di Pasqua del 527, per nostra meraviglia custodito nella Basilica di San Vitale in Ravenna. 

“La tecnica musiva è propriamente il processo di riscatto della materia dalla condizione di opacità a quella, spirituale, della trasparenza, della luce, dello spazio.”

Così Giulio Carlo Argan ci restituiva l’ésprit, l’essenza filosofica del mosaico bizantino e romanico a fondo oro. Così avviene e si manifesta quando leviamo lo sguardo dalle tarsie policrome di marmo opaco delle pavimentazioni delle basiliche romaniche alle absidi ed alle pareti, e lo lasciamo percorrere liberamente la bellezza dell’oro, del colore e della luce rifratta in infiniti punti, fino a che essa entri in noi e ci migliori.

Ed ancora Argan:
“La stessa tecnica esclude il piano liscio uniformemente specchiante. Il mosaico è fatto di piccoli pezzi di pasta vitrea; queste tessere, però, non hanno tutte la stessa grandezza, la stessa forma, la stessa trasparenza, la stessa qualità riflettente e, inoltre, vengono fissate nella malta dell’intonaco a diversi livelli e con diverse inclinazioni, secondo l’estro e l’esperienza dell’operatore. La superficie ineguale che così si ottiene riflette bensì la luce, ma rifrangendola in infiniti raggi, cosicché appare piena di punti scintillanti, animata da una intensa vibrazione, quasi molecolare”.