Luce e Lucente

“"Abbiamo voluto creare un'etichetta che desse messaggio della grande cura contenuta nella bottiglia". ” Marchese Lamberto Frescobaldi

Vi presentiamo in questi scrigni quintessenze di luce.
Due scrigni nero-opaco a guardia del processo interno del prezioso corpo del vino, che ne racchiudono e preservano la continuità del riposo nel proprio recondito cuore d'oro e d'argento.
Due confezioni sperimentali che sono pezzi unici. Concepite in piena continuità, in forma di parte per il tutto, con la Cantina di Luce e Lucente, nella Tenuta Luce della Vite dei Marchesi de' Frescobaldi a Montalcino.
Definita dallo stesso Michele Drusian, Direttore Marketing dell'Azienda, una cantina-scrigno. Progettata dall'architetto Sartogo in declinazione di bellezza e caratteristiche tecniche perfette per l'affinamento dei vini, è anche dedicata alla degustazione per clienti scelti alla ricerca di annate particolari.
I nostri involucri lasciano presagire, annunciandoli insieme, i trionfi dei bouquets di colori, consistenze, complessità e sfumature aromatiche con l'oro del sole; e con gli argenti di un sole sorprendente, che è qui riflesso di luna, negli emblemi sfolgoranti apposti esternamente. I quali riprendono, a loro volta, quelli delle etichette già sulle bottiglie.

Il logo policromo delle etichette di Luce e Lucente prende origine dall'Altare maggiore della Basilica di Santo Spirito in Oltrarno a Firenze, consacrata nel 1481 ed ultimo grande progetto del Brunelleschi. I lavori di rinnovamento furono iniziati nel 1444 nel perimetro del precedente complesso agostiniano, già frequentato fra gli altri dal Petrarca e dal Boccaccio. E condotti sotto la supervisione di Stoldo Frescobaldi, nominato a tal scopo provveditore dal Comune.
La Basilica ha ospitato nel tempo dipinti di Filippino Lippi, Raffaello, Piero di Cosimo, del Botticelli e sculture di Donatello. Le vetrate furono realizzate su disegno del Perugino. A tutt'oggi custodisce la straordinaria Crocefissione lignea a grandezza naturale, databile al 1493, opera giovanile di Michelangelo. 
L'iconografia del logo riprende il Sole Raggiante dei Domenicani, a significare in questi vini l'unione fra sacro e profano, ci dice Michele Drusian. La presenza dell'oro che irradia il centro della Terra di Siena e gli azzurri profondi del suo cielo significa, sull'esterno della bottiglia, il contenuto di un vino prezioso che abbisogna della stessa, minutissima e paziente cura che richiede a se stesso un orafo. Quella stessa che è riposta nelle microincisioni e nei rilievi all'esterno e nel cuore delle custodie, e ci regala parti di Carte del Cielo cesellate come da bulini o acque forti rinascimentali. E nella pienezza e nella nitida definizione dei listoni dorati e argentati che incorniciano la bottiglia: a ripresa delle semplici ed eleganti cerchiature delle barriques di rovere francese in cui sono affinati i vini.
Alla dischiusa di una delle custodie gli occhi e le mani sono inondati da mille raggi di luce di oro caldo; all'apertura dell'altra, da riflessi d'argento nobile.
Accendendo in noi l'anticipazione della delizia del corpo e dello spirito, del pensiero e della convivialità.
Confezioni sperimentali per vini nobili nuovi, prodotti da una casata toscana dedita alla viticoltura da settecento anni e trenta generazioni. Frutto di sponsali felici e dosificazioni attente di crus autoctone di Sangiovese; e di Merlot felicemente ambientate.
Le cui uve sono raccolte in settimane diverse sotto il sole settembrino, nel rispetto della compiuta maturazione naturale di ognuna. Con una cura che segue con amore lungo l'intero ciclo i tempi e le caratteristiche proprie delle diverse qualità, del terroir e della luce naturale. Luce naturale che a Montalcino non manca mai, ci dice ancora Michele Drusian.
Fu questa che fece sgorgare il nome di Luce del nuovo vino dal sentimento di bellezza di Margareth Mondavi, moglie dell'allora partner californiano con radici marchigiane Robert, alla vista dei morbidi declivi senesi baciati da un raggio di sole vittorioso su di un cielo nuvolo e scuro. E' la stessa che diviene spirito e corpo delizioso, nel passaggio fra cielo e terra, dei vini della Tenuta Luce della Vite.
Luce si presenta, sfavillante, a maggio, sotto il segno astrale del Toro. Lucente ad ottobre, in quello della Bilancia dunque. 
Riposano protetti, ora, in custodie che richiamano su di essi astri beneauguranti. La cui schiusa ci farà pregustare l'essenza luminosa dei secoli d'incontro fra natura e cultura che stiamo per assaporare, in tutta pienezza, sorso dopo sorso.

Le due confezioni sperimentali, in Edizione Unica, sono presentate al Luxe Pack di Monaco dal 23 al 25 di ottobre 2013. 

Caratteristiche tecniche:

Soli Radiosi 
Stampa a caldo
Rilievo
Foglie Kurz®
Cliché di stampa: Hinderer + Muelich® 

Mappe astrali, Toro e Bilancia 
Stampa a caldo
Micro-embossing
Foglie Kurz®
Cliché di stampa: Hinderer + Muelich®