Alberto Chiarlo

 VINO, ARTE E TERRITORIO, IL METODO “MICHELE CHIARLO.

 Parleremo di vino. Ma non solo. 

Assieme a una delle più prestigiose famiglie piemontesi, indaghermo sullo straordinario legame che ruota attorno al nettare di bacco e fissandone il senso,scopriremo che si tratta di vita.
Non si tratta di assonanze tra “vita” e “vite”, ma di un universo di emozioni, visioni e sensazioni; da qui nasce la mitologica capacità della vite di avvolgersi alle nostre storie, facendo diventare il vino il protagonista della nostra vita sociale, lungo un percorso di cultura che l’azienda vinicola MICHELE CHIARLO percorre in modo originale ed efficace.
 
Un asse culturale unisce la terra, o meglio il “terreno (le cui caratteristiche uniche già nel 1880 lo qualificavano come un “cru” molto speciale) alla famiglia con cui si concretizza l’esperienza aziendale, fino al contesto sociale in cui tutto questo diventa economia. Tra tradizione e reinterpretazione, con lo sguardo rivolto da tempo al mercato estero, sfuggendo a quel localismo che vede ogni famiglia produttrice di eccellenza, ma solonel piccolo della propria aia. E’ l’evoluzione di un percorso ricco e complesso, in grado di elevare ad arte quella sapienza contadina che aggiunge la fatica al “mestiere” antico della vinificazione.
Questa è la visione che MICHELE CHIARLO interpreta nell’intuizione di unificare paesaggio, accoglienza e arte, in nome della qualità.
 
Il vino è al centro di un progetto culturale che si articola in un resort perfettamente integrato nell’ambiente delle colline del Barolo, dedicato a nove grandi vigneti; un museo permanente, che celebra i grandi uomini piemontesi con installazioni e opere d’arte lungo camminamenti tra le vigne e una dedizione particolare all’arte pittorica di Giancarlo Ferraris, trasposta in una preziosa linea di etichette, aggiornata recentemente con una nuova, appositamente creata dal pittore Ugo Nespolo, per la barbera “La Court Nizza Vigna Veja” del 2010. Una pregiata attività editoriale documenta tutto questo percorso.

Lungo il crinale, fra tradizione e modernità, un “tralcio” di futuro si protende ora verso una nuova iniziativa di arte grafica: in collaborazione con Luxoro è stata creata un’etichetta, “classicamente sfrontata”, per un bollicine prodotto con un metodo classico dedicato a Pietro Chiarlo, fondatore della casata.

L’intento è quello di mettere in contatto il mondo classico delle bollicine con il pubblico esigente e moderno che frequenta le arti contemporanee, attingendo dai modelli espressivi della “Street Art”, raccolti nella mitica esperienza del “5 Pointz”, sito newyorkese che ha rappresentato il meglio di questa avanguardia, influenzandone la creatività a livello mondiale. 

MICHELE CHIARLO affronta il mercato con una strategia di marketing che vuole offrire beni di consumo di qualità, ricchi di valori e visioni, come tradizione, territorio, innovazione, cultura, che il vino, nella sua saggezza millenaria, sa ben rappresentare.